Il personale e gli studenti delle sei università pubbliche di Madrid sono stati chiamati a scioperare mercoledì e giovedì contro i tagli del governo regionale. L’iniziativa, organizzata dalla Coordinadora en Defensa de la Universidad Pública, riunisce sindacati tra cui CCOO, UGT, CGT e CNT, oltre a gruppi studenteschi. È distinta dallo sciopero tuttora in corso del personale dell’istruzione non universitaria nella regione.
Lo sciopero segue un accordo sui finanziamenti firmato a marzo dai rettori delle università e dal dipartimento regionale dell’Istruzione. L’intesa prevede investimenti per 14,8 miliardi di euro nei campus pubblici entro il 2031, ma gli organizzatori affermano che non ha risolto la controversia. Sostengono che sia garantita solo una piccola parte dei finanziamenti promessi, mentre le altre somme sono destinate a scopi specifici o subordinate al raggiungimento di obiettivi.
I gruppi affermano che gli investimenti di Madrid nelle università ammontano allo 0,4% del PIL regionale, rispetto alle percentuali nazionali ed europee, rispettivamente, dello 0,75% e dello 0,92%. Chiedono al governo regionale di raggiungere entro il 2031 l’obiettivo previsto dalla Legge organica spagnola sul sistema universitario, che stabilisce di destinare alle università l’1% del PIL. La loro proposta è aumentare i finanziamenti di 0,13 punti percentuali del PIL ogni anno.
La piattaforma ha formulato una decina di richieste, tra cui salari più alti, stabilità occupazionale, progressione di carriera e sostituzione di ogni lavoratore che va in pensione. Chiede inoltre di porre fine ai contratti precari, garantire la piena libertà accademica nella ricerca e nella programmazione dei corsi e ridurre il coinvolgimento del governo regionale e della polizia nella vita dei campus.
Diverse richieste riguardano quella che gli organizzatori definiscono la privatizzazione dell’istruzione superiore a Madrid. La regione conta 14 campus universitari privati, a fronte di sei pubblici. I gruppi chiedono al governo regionale di smettere di promuovere l’istruzione privata e di gestire le università come un servizio pubblico. Chiedono inoltre le dimissioni della ministra dell’Istruzione Mercedes Zarzalejo.
Il dipartimento regionale dell’Istruzione afferma che il piano di finanziamento garantirà il più ampio bilancio universitario della storia della regione. I gruppi universitari, tuttavia, sostengono che lo stanziamento di base aumenterà solo del 5% e che nel 2031 la spesa resterà allo 0,39% del PIL.
Lo sciopero è aperto al personale docente e di ricerca, ai lavoratori amministrativi e dei servizi e agli studenti di tutte e sei le università pubbliche. Mercoledì e giovedì saranno garantiti i servizi minimi, che non comprenderanno le attività didattiche. Le lezioni non si terranno se il docente non sarà presente o se saranno assenti tutti gli studenti.
Fonti: El País Sociedad.