L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha certificato Timor-Leste come Paese libero dalla malaria, riconoscendo che il Paese ha interrotto la trasmissione locale su tutto il territorio nazionale per almeno tre anni consecutivi. È il terzo Paese della regione del Sud-est asiatico dell’OMS a ottenere la certificazione, dopo le Maldive e lo Sri Lanka, certificati rispettivamente nel 2015 e nel 2016.

Nel 2006, al culmine dell’epidemia di malaria, Timor-Leste ha registrato oltre 223.000 casi diagnosticati clinicamente. Dal 2021 in poi, i casi autoctoni sono scesi a zero. L’OMS ha dichiarato che la certificazione segue la dimostrazione, al di là di ogni ragionevole dubbio, che la trasmissione locale è stata interrotta in tutto il Paese per il periodo richiesto.

Il Paese ha istituito il proprio Programma nazionale per la malaria nel 2003, un anno dopo aver ottenuto l’indipendenza. Tra le misure adottate successivamente figurano i test diagnostici rapidi, le terapie farmacologiche combinate, le zanzariere trattate con insetticida distribuite gratuitamente e l’irrorazione degli ambienti interni. I servizi sanitari hanno inoltre ampliato la diagnosi tramite presidi sanitari locali e iniziative di assistenza rivolte alle comunità rurali.

Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha attribuito il risultato all’impegno politico, agli interventi coordinati, agli investimenti e agli operatori sanitari. La ministra della Salute di Timor-Leste, Élia António de Araújo dos Reis Amaral, ha affermato che per impedire il ritorno della malaria saranno necessarie una vigilanza costante e l’azione delle comunità.

Con la certificazione di Timor-Leste, l’OMS ha riconosciuto 47 Paesi e un territorio come liberi dalla malaria.

Fonti: WHO News.