Una runner che si stava allenando per la maratona di Chicago ha subito diverse fratture alla gamba dopo diverse settimane di dolore alla tibia in peggioramento, che inizialmente aveva creduto essere una ricomparsa della periostite tibiale.

Dopo aver completato la Maratona di Londra, si è presa diverse settimane di pausa prima di iniziare la preparazione per un’altra gara. Ha gradualmente ricostruito il proprio chilometraggio e inizialmente si sentiva in forma, ma ha sviluppato dolore alla tibia dopo due corse di quattro miglia. Sebbene il fastidio fosse diventato intenso, ha continuato a monitorarlo prima di ridurre gli allenamenti.

Dopo un mese di dolore persistente, si è recata da un medico. Le radiografie indicavano una periostite tibiale e le è stato consigliato di riprendere gradualmente la corsa. Aveva chiesto se l’infortunio potesse invece essere una frattura da stress, perché il dolore sembrava insolitamente intenso, ma le è stato detto che la gamba appariva a posto.

Tre giorni dopo, mentre partecipava a un concerto all’anfiteatro Red Rocks in Colorado, si è voltata per salutare un’amica e ha sentito la gamba spezzarsi. Successivamente è stata sottoposta all’inserimento di un’asta, una placca e sette viti, e prevede di non poter correre per mesi o forse più a lungo.

Col senno di poi, ritiene che l’infortunio fosse probabilmente una frattura da stress. Queste lesioni possono essere difficili da individuare tramite le radiografie e racconta di aver sperimentato diversi segnali d’allarme, tra cui fastidio durante l’attività fisica e dolore che peggiorava man mano che le corse continuavano.

La sua conclusione principale è che, quando il dolore persiste o sembra diverso da un infortunio abituale legato alla corsa, sia importante chiedere il parere di un altro esperto. In futuro intende inoltre includere più esercizi di mobilità e di forza nei propri cicli di allenamento, adottando un approccio più prudente per ridurre il rischio di infortuni.

Fonti: Runner's World.