Da tempo alcune persone ricorrono al kratom nella speranza di trovare sollievo dalla dipendenza dagli oppioidi soggetti a prescrizione o dall’alcol. Sempre più spesso viene pubblicizzato come prodotto per il benessere che, a quanto si sostiene, dà energia, migliora la concentrazione e potenzia le prestazioni atletiche. Alcune aziende ne hanno distribuito campioni nelle palestre, sponsorizzato eventi sportivi o promosso il kratom tramite influencer e podcast dedicati al benessere.

La sostanza si ricava dalle foglie di un albero tropicale e viene comunemente venduta sotto forma di bevande, polveri e capsule. Tra i problemi per la salute figurano il rischio di dipendenza, danni al fegato, convulsioni e, in alcuni casi, overdose mortali. La Food and Drug Administration non ha approvato l’uso medico dei prodotti a base di kratom.

Le autorità federali hanno avviato una procedura per vietare temporaneamente i prodotti che contengono elevate quantità di 7-idrossimitraginina, o 7-OH, una forma sintetica del kratom. Hanno inoltre annunciato l’intenzione di vietare la mitraginina pseudoindossile, o M.G.P.I., una forma semisintetica, ma dopo le pressioni dell’industria hanno accettato di consentirla entro determinate soglie. La M.G.P.I. è un oppioide ed è stata collegata ad almeno 48 overdose mortali.

I medici sono particolarmente preoccupati per i prodotti sintetici, che possono essere molto più potenti del kratom naturale. Secondo gli esperti, anche i prodotti etichettati come naturali o ottenuti da foglie intere possono contenere composti come la M.G.P.I. e comportare rischi di dipendenza. Alcuni Stati hanno vietato il kratom o limitato la vendita ai minorenni, ma in molte zone resta ampiamente disponibile, anche nelle stazioni di servizio, nei negozi di tabacco e online.

Fonti: The New York Times Health.